La propaganda fidei di Wojtyla

Prima le accuse di copertura dei peccati carnali del clero mosse contro gran parte dell’establishment della curia romana sotto il pontificato precedente a quello di Benedetto XVI. Poi un importante cardinale italiano, amico fedelissimo della casa pontificia di Giovanni Paolo II, indagato per corruzione dalla magistratura italiana: Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, tra i più capaci factotum del pontificato wojtyliano, dal 2001 al 2006 “Papa rosso” e cioè prefetto di Propaganda fide.
21 AGO 20
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